Fonti e didattica


Una riflessione di metodo

«Ogni ricerca storica presuppone, sin dai primi passi, una direzione di marcia. In principio c’è una mente pensante. Mai, in nessuna scienza, l’osservazione passiva –sempre nell’ipotesi che essa sia possibile– ha prodotto alcunché di fecondo»
(M. Bloch)

Un efficace insegnamento della storia è quello che promuove un percorso di conoscenza e di acquisizione degli eventi storici fondato sulla scoperta attiva e critica.

In tale prospettiva, l’approccio diretto alle fonti (loro analisi, contestualizzazione, vaglio dell’attendibilità, …) è strumento prezioso per un insegnamento della storia che implichi un coinvolgimento attivo nella formulazione di ipotesi di ricerca. Esse saranno percorribili in modo libero, ma corretto.

Gli allievi, in tale prospettiva, hanno la possibilità di comprendere come l’evolversi del sapere non si identifichi con l’accumulo lineare delle nozioni. Ciò che conta non è ‘capitalizzare’ informazioni, quanto piuttosto sapere riconoscere relazioni sconosciute, discernere elementi fino ad allora scollegati o non sufficientemente valutati: l’interrogazione delle fonti pone, ripropone e rilancia domande diverse e articolate. Ogni nuova fonte individuata non si sovrappone quantitativamente alle altre, ma provoca una attitudine di ulteriore scavo, fino a rimettere in discussione ipotesi precedentemente formulate, smentendole o arricchendole in modo significativo.

Il confronto con un simile stile operativo stimola l’attenzione, agevola l’esplorazione, approfondisce l’analisi dei problemi, favorisce l’approccio investigativo e discussionale, promuove un alto grado di interrelazione tra i soggetti del processo formativo, crea una attitudine personale sanamente orientata a problematizzare le tematiche, incrementa l’elaborazione di ipotesi e la verifica di esse in base ai dati raccolti e tra loro coordinati.
L’archivio, che è un potente antidoto contro la superficialità, contribuisce così a far acquisire un metodo di rigore (che non riguarda soltanto la disciplina storica).

Questa metodologia di positiva valorizzazione della storia locale è efficace mediazione per il raggiungimento di obiettivi motivazionali, cognitivi, metacognitivi, scientifici, civici.

Tale impostazione didattica e tale indirizzo di lavoro sono in sintonia con le novità presenti nelle Indicazioni nazionali per i tre livelli di scuola, introdotte con la riforma della scuola (DPR 19 febbraio 2004, n. 59).
Nelle Indicazioni, tra le abilità disciplinari della storia, in particolare si segnala: «comprendere aspetti essenziali della metodologia della ricerca storica e delle categorie di interpretazione storica», «distinguere e selezionare vari tipi di fonte storica, ricavare informazioni da una o più fonti», «utilizzare in funzione di ricostruzione storiografica testi letterari, epici, biografici», «scoprire specifiche radici storiche medievali e moderne nella realtà locale e regionale», «approfondire le dimensioni e le risonanze locali di fenomeni ed eventi di interesse e portata nazionale e sovranazionale». Ed ancora: «mettere a confronto fonti documentarie e storiografiche relative allo stesso fatto, problema, personaggio, e interrogarle, riscontrandone le diversità e le somiglianze», «approfondire il concetto di fonte storica e individuare le specificità dell’interpretazione storica», «utilizzare in modo paradigmatico alcuni fonti documentarie per verificarne la deformazione, volontaria o involontaria».
Questi obiettivi si pongono ancor più in evidenza in relazione al legame privilegiato che ciascuna scuola ha con il proprio contesto territoriale, aspetto valorizzato dagli spazi di autonomia previsti nella riforma per ciascun istituto.

Per tutti questi aspetti, cfr.: Indicazioni nazionali, Abilità disciplinari della storia, scuola secondaria di primo grado (primo biennio), consultabili in rete all’indirizzo: <http://www.istruzione.it/normativa/2004/dec190204.shtml>

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Presentazione della sezione

Questa sezione si suddivide in due parti.

La prima, ‘Percorsi guidati’, mette a disposizione degli insegnanti alcuni materiali miratamente selezionati, per impostare delle unità di lavoro a partire dalle fonti locali. Essi vengono qui presentati –con l’opportuna traduzione se il testo originario è in Latino– e corredati da alcuni spunti di riflessione utili per lo scopo.

La seconda parte della sezione, indicata come ‘Esperienze’, apre una galleria nella quale vengono presentati i lavori realizzati dai ragazzi delle scuole nel corso dei laboratori e delle unità di lavoro organizzati dall’associazione.

Rita Pezzola


la bottega di Ugone percamenarius





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